ISCRIZIONI AL TALMUD TORAH PER LE RAGAZZE E I RAGAZZI
Sono aperte le iscrizioni al Talmud Torà per i ragazzi e ragazze che desiderino celebrare il loro Bar/Bat Mitzvà. Naturalmente i figli di coppie miste e/o di padre ebreo sono i benvenuti. Tutti gli interessati sono pregati di scriverci al più presto (
). Ricordiamo che nella nostra comunità le ragazze seguono lo stesso percorso dei ragazzi, e leggono la Torà al momento del loro Bat Mitzvà.
Shabbat Sidrà Nitzavim - Vaielech
Mazal Tov alla famiglia Portugueis. In questo Shabbat festeggiamo il bar-mitzvà di Aharon Portugueis. Tutti sono invitati.
Venerdì 3 Settembre
Ore 18.30 - Preghiera di Minchà
Ore 19.15 - Kabbala Shabbat e Arvit. Introduzione del rabbino Cipriani alla sidrà della settimana.
Sabato 4 Settembre
Ore 10 - Preghiere di Shacharit e Mussaf
Ore 10.45 - Lettura della Torà con commento del rabbino Cipriani
Ore 13 - Kiddush offerto dalla famiglia Portugueis
Rosh haShanà
MILANO
Mercoledì 8 Settembre
Ore 19.15 - Preghiera di Arvit
Ore 20 - Kiddush e Seder di Rosh haShanà, seguito da cena
La cena sarà preparata da Roberto Natan Robotti. Le quote minime: 20 € soci e amici, 30 € non soci, 10 € bambini sopra i 5 e fino al bar mitzva? Prenotazione obbligatoria entro domenica 5 scrivendo a
. Il costo va regolato con un bonifico al nostro CC presso Banca Intesa di Corso Vercelli a Milano (codice ibam IT32 C 03069 09448 072444480124 ) specificando nella causale che si tratta del contributo per il seder di Rosh Hashanà e l nomi delel persone interessate, oppure di persona prima dell'inizio della funzione e dell'ingresso della festa
Giovedì 9 Settembre
Ore 10 - Preghiera di Shacharit
Ore 11.30 - Inizio suonerie dello Shofar
Ore 11.45 - Preghiera di Mussaf
Ore 16 - Preghiera di Minchà
Ore 16. 30 - Partenza da Piazza Napoli 35 per il Tashlich nei pressi
Venerdì 10 Settembre
Ore 10 - Preghiera di Shacharit
Ore 11.30 - Inizio suonerie dello Shofar
Ore 11.45 - Preghiera di Mussaf
ROMA
8 settembre ore 19
A casa di Fabio Aharon Lucantonio, la sera dell' 8 settembre, vigilia, alle ore 19: Arvit e Seder di Rosh HaShanah, contattare Fabio per partecipare. Condurranno il Seder Roberto Paggi, Fabio Aharon Lucantonio e Danièl Siclari.
9 settembre ore 19
La sera del 9 settembre, Vigilia del secondo giorno di Rosh HaShanah, sempre in Via Jenner, alle ore 19, Arvit con rito di inizio anno e illustrazione della ricorrenza, condurrà il prof. Bruno di Porto, con partecipazione di haverim.
10 settembre ore 10
10 settembre, secondo giorno di Rosh HaShanah, sempre in via Jenner, ore 10, Shakrit e letture della Torah con le haftarot da Samuele e da Geremia.
Il giorno del giudizio
Uno dei nomi di Rosh haShanà è Yom haDin, giorno del giudizio . Questo viene dal fatto che si tratta dell'anniversario della creazione dell'essere umano. L'idea del giudizio nasce dal fatto che questa ricorrenza sia un giorno propizio per una riflessione sulla pertinenza della creazione di quest'ultimo. Vi è un Midrash molto interessante che evoca un'animata discussione fra Dio e gli angeli, con cui egli si consigliò prima di procedere alla creazione dell'Adam. Gli angeli, racconta il Midrash , si divisero in due schiere, una diceva: «Non sia creato! Sarà menzognero e litigioso», l'altra invece: «Sia creato! Sarà misericordioso e aspirerà alla giustizia». Dio lasciò discutere i due gruppi, uno che lo incoraggiava a procedere, l'altro che invece, per dissuaderlo, evocava i peggiori tratti della creatura che Dio si accingeva a formare. Ma nel frattempo Dio creò l'Adam nel pieno del dibattito e annunciò l'avvenuta creazione, interrompendo l'accesa discussione. Questo Midrash, che può apparire come buffo o infantile, racchiude un profondo messaggio. Dio avrebbe potuto non interrogare nessuno sull'opportunità di creare l'uomo, oppure alternativamente chiedere, ma a quel punto attendere che vi fosse una risposta chiara e condivisa, come le buone maniere richiedono una volta formulata una domanda. Invece Dio crea l'uomo nel pieno della discussione. A significare che l'uomo non è degno di essere creato, ma neanche indegno. L'uomo è dibattito, è ricerca del senso, è domanda senza risposta definita. Ma soprattutto l'uomo non è intrinsecamente né degno né indegno di esistere. Se fosse stato deciso che l'uomo, suo malgrado, era meritevole di essere creato, questo di fatto gli avrebbe tolto la sua libertà di scegliere quale significato dare alla propria esistenza. Questo significa che sta a lui, e a lui solo, di riempire di senso la sua esistenza e di giustificare la dignità della stessa attraverso le proprie scelte. Il poterlo fare è la sua specificità rispetto agli altri elementi della creazione. Questo fa sì che la misteriosa espressione divina «facciamo l'uomo» possa anche essere letta come rivolta all'uomo stesso, destinato, forse condannato, a dover creare se stesso in risposta all'impulso creatore di Dio, di cui non è responsabile. D'altronde, chi di noi è responsabile di essere nato? Eppure, una volta scesi nell'arena della vita, abbiamo forse davvero la scelta?
Vi è poi un aspetto ulteriore del giudizio. A Rosh haShanà non solo l'uomo deve dimostrare, davanti a se stesso e a tutta la creazione, di essere degno e meritevole di essere stato creato. Siccome all'essere umano Dio ha affidato la responsabilità di entrare in relazione con lui e di costruire un ponte fra questo mondo e la sfera della trascendenza, l'uomo deve anche dimostrare, attraverso il suo operato, la pertinenza e il valore dell'esistenza dell'intero universo. Quale essere umano può affrontare davvero questo tipo di giudizio? La risposta è che chiaramente nessuno potrebbe uscire indenne da tale giudizio, e che l'unica via d'uscita è nel riconoscere la regalità divina. Sappiamo che tradizionalmente Rosh haShanà è il giorno in cui Dio è "incoronato", ossia riconosciuto sovrano dell'universo. Un'intera sezione della liturgia, le Malkhuiòt ("regalità") è dedicata proprio a questo, ma certo non è un concetto semplice per noi. Eppure riconoscere Dio come sovrano è l'unico modo di superare il giudizio. Perché se Dio è sovrano, allora tutte le nostre debolezze, le nostre manchevolezze, tutti quegli aspetti che avrebbero dato ragione agli angeli che dicevano "Non sia creato", sono da imputare a lui, che ha voluto l'uomo come terreno di lotta fra le forze creatrici e quelle distruttrici, come tensione costante fra senso e assenza di senso. A quel punto, il sovrano che è profondamente e sinceramente riconosciuto come tale non può che ammettere l'immane difficoltà della condizione della sua creatura, e dargli un'altra possibilità.
Con l'augurio e la speranza che tutti noi possiamo uscire dal giudizio meritevoli, e così tutto Am Israel e tutta l'umanità, per un anno buono e colmo di senso.
Shanà Tovà, Ketivà veChatimà Tovà
Rabbino Haim Cipriani
Shabbat Sidrà Haazìnu - Shabbat Shuvà
MILANO
Sabato 11 Settembre
Ore 10 - Preghiere di Shacharit e Mussaf
Ore 10.45 - Lettura della Torà con commento del rabbino Cipriani
Ore 13 - Kiddush
ROMA
La Havurah si riunirà anche per la celebrazione dello Shabat, la mattina dell'11 settembre (3 Tishrì).
Preghiera presso il cimitero
MILANO
Domenica 12 Settembre
Ore 9.30 - Il rabbino Cipriani condurrà la tradizionale preghiera, che si chiude col Kaddish, presso il cimitero maggiore (Musocco).
Appuntamento davanti all'entrata del cimitero ebraico, in via Jona.
Yom Kippur
MILANO
Venerdì 17 Settembre
Ore 19.10 - Accensione delle candele
Ore 19.15 - Kol Nedarim e Arvit
Sabato 18 Settembre
Ore 10- Preghiere di Shacharit e Mussaf con commenti del rabbino Cipriani
Ore 16.45 - Preghiera di Minchà
Ore 17.45 - Yzkor
Ore 18 - Lezione del rabbino Cipriani
Ore 19.15 -Preghiera di Neilà
Ore 20. 12 - Shofar, Arvit, Havdalà
YZKOR: Preghiamo tutti coloro che volessero ricordare i propri cari scomparsi nel tradizionale yzkor di Kippur di segnalare i nomi con una mail
ROMA
17 settembre ore 19
Yom HaKippurim, Vigilia, Arvit e rito della solennità, 17 settembre, alle ore 19, in casa del dottor Sergio Di Porto
18 settembre ore 10.30
Shakrit e rito della solennità, in casa di Fabio Aharon Lucantonio.
Condurrà il prof. Bruno di Porto, con partecipazione di haverim.
Nel pomeriggio ci si unirà invece alle sinagoghe della Comunità di Roma.
Ove si possa reperire, per lo Yom HaKippurim, una sede adatta, se ne darà tempestiva comunicazione. Si deve altrimenti avvertire che lo spazio, nelle due case private sopra specificate, è ovviamente ristretto, sicché si prega di contattare per tempo i haverim Fabio Aharon Lucantonio e Danièl Siclari per comunicare la propria partecipazione. Nel caso che il numero delle prenotazioni ecceda la ragionevole disponibilità di spazio, si pregherà una parte dei correligionari di voler celebrare le solennità nelle sinagoghe della Comunitp di Roma, a meno che qualche volenteroso metta a disposizione un'altra casa e si reperisca per tempo un officiante in grado di condurre lì i riti.
Il tempo dell'ascolto
אשרי העם יודעי תרועה; יהוה, באור-פניך יהלכון "Felice il popolo che penetra la Teruà; YHVH, nella luce del tuo volto avanzeranno" (Salmi 89, 16)
Durante le preghiere di Rosh haShanà questo versetto viene recitato in relazione al suono dello Shofàr. La Teruà di cui si parla è letteralmente lo strepito d'allarme, come è definito generalmente, causato dallo Shofàr stesso. Ma cosa dovrebbe causare la felicità in tutto ciò? Perchè rallegrarci di poterci allarmare? Quando nel V secolo a.e.v. il popolo ebraico tornò dal primo esilio, quello babilonese,i saggi della Grande Assemblea rimodellarono la vita religiosa di Israele, tenendo conto anche delle nuove acquisizioni derivate dalla pesante ma formativa esperienza dell'esilio. Laddove la Torà ingiunge di suonare strepitosamente lo Shofar nel primo giorno del settimo mese senza darne una precisa ragione, i saggi decisero che lo strepitio in oggetto doveva essere un suono d'allarme. Allarme per lo stato spirituale del popolo ebraico, appello alla coscienza individuale e collettiva affinchè mai più si giungesse a quel livello di decadenza morale che aveva portato all'esilio. Invece ciò avvenne ancora, e questo condusse, alcuni secoli dopo, alla caduta del paese nelle mani dei romani, poi alla distruzione del secondo tempio e all'espulsione definitiva dalla nostra terra. Furono allora i maestri Farisei, compilatori della Mishnà e del Talmud, che attraverso il loro lavoro garantirono la sopravvivenza dell'ebraismo privato del suo centro spirituale. Essi decisero di porre più che mai l'accento sulla necessità di questo "allarmarsi",nel senso di preoccuparsi seriamente al riguardo della salute spirituale di ogni individuo e dell'intero popolo.
Lo Shofàr incarna tutto questo. Maimonide nelle sue Hilchot Teshuvà (3,4) vede lo Shofàr come un richiamo a risvegliarsi dalla routine e dalla sonnolenza interiore. Ma questo non è l'unico aspetto di questo rito. L'origine della cerimonia dello Shofàr deriva dai riti di incoronazione dei sovrani presso diversi popoli. Ma i sovrani non erano celebrati solo in quel momento, bensì talvolta anche in occasione degli anniversari dell'incoronazione. Il popolo ebraico di ritorno dall'esilio era certamente familiare con una cerimonia babilonese in cui annualmente si celebrava la permanenza della sovranità regale, e questo al suono di strumenti che non dovevano essere molto diversi da uno Shofàr. Il rapporto che Israel desiderava intrattenere con il proprio unico sovrano, che non è di questo mondo, era però differente. La tradizione ebraica sviluppò l'idea di celebrare la sovranità divina ogni anno. Ma questo concetto della sovranità divina è spesso difficile da comprendere per gli ebrei di oggi, che spesso vedono in esso un'idea di assoluta sottomissione a un sovrano di stampo medievale. Questa visione è però molto parziale, perché l'idea ebraica del sovrano è quella di una figura che è ugualmente legata al codice etico della Torà quanto lo sono i suoi sudditi, e che esige da essi una condotta integra perché la sua lo è altrettanto. Lo Shofàr quindi celebra sì la regalità divina, ma è anche un richiamo che Israel rivolge al suo sovrano eterno, un richiamo che, al di là della sua solennità, esprime anche l'angoscia e il timore di chi dal sovrano dipende. A questo va aggiunto che essere Israel non può riassumersi nella totale sottomissione a un sovrano, senza discussioni né dubbi. Forse la felicità di cui parla il Salmo sta proprio nel poter gridare, attraverso lo Shofàr, all'indirizzo del proprio re. Gridare perchè si è smarriti, gridare perchè spesso non comprendiamo. E non solo di poterlo fare, ma addirittura di doverlo fare! Possiamo strepitare contro di Lui se lo crediamo necessario, insieme a Lui se opportuno, fedelmente alla vocazione di "Israel" ("Colui che si batte con, o contro, il Divino..."). Infatti secondo un'altra tradizione riferita da Saadià Gaon lo Shofar è anche strepito divino, siccome secondo la Torà accompagnava la rivelazione sinaitica. "E fu voce dello Shofàr, che andava rinforzandosi grandemente. Moshè parlava e Dio gli rispondeva nella voce" (Esodo 19, 19). Lo Shofàr, domanda allarmata dell'uomo e risposta misteriosa del Divino, ci ricorda quindi imperiosamente che in qualche modo la rivelazione continua, vive e si amplifica ancora dentro di noi e fra noi. La stiamo ascoltando? Lo Shofar è solo un corno animale svuotato, è uno strumento primordiale, ci riporta ad uno stadio pretecnologico e quasi infantile dell'umanità. Nei suoi "Shevarim", "rotture" (è il nome tecnico di alcuni dei suoni che vengono emessi durante la liturgia di Rosh haShanà) esprime la lacerazione del neonato incapace di comprendere l'allontanamento, seppur temporaneo, del genitore, e la lacerazione di ogni essere umano, memore di questo antico trauma. L'aria contenuta all'interno del corno viene messa in vibrazione dal suonatore, così come il Divino (Genesi 2, 7) soffia l'alito vitale nelle narici dell'uomo di gleba, l' Adam. E così come quell'alito dà vita ed azione all'Adam, quello dello Shofar è pensato per dare a tutti noi vita ed azione. La vibrazione sonora è un fatto fisico, misurabile e quantificabile. La nostra risposta dovrebbe esserlo ugualmente, non può arrestarsi al semplice ascolto passivo. Dovrebbe poter essere misurata concretamente. Quante relazioni personali che attraversano periodi di difficoltà riusciremo a risanare prima di Yom Kippur? Quanta Tzedakà in più sapremo dare? Quanto tempo ed energia riusciremo ad impiegare per ricostruire ed approfondire il nostro rapporto con la Torà attraverso lo studio e la pratica? Solo facendo sì che i nostri atti concreti siano animati da questo suono in simpatia con la vibrazione dello Shofar, "penetriamo" il suono stesso come dice il succitato Salmo; ossia quando è lui a penetrarci. Nella Ghemarà (Talmud Bavli, Rosh haShanà 29a) vi è un interessante passo a proposito della posizione di una persona per metà schiava e per metà libera relativamente alla mitzvà dello Shofar. I nostri saggi si occupano con frequenza nella letteratura talmudica della condizione delle persone in situazioni sociali delicate, interrogandosi sulle condizioni e l'opportunità della loro partecipazione a questo o quel rituale. In questo caso tecnicamente si tratta di una persona che aveva due padroni, uno solo dei quali lo ha liberato. Ma di fatto il problema riguarda ogni essere umano. Tutti noi abbiamo un lato non libero. Da un lato desidereremmo davvero lasciarci animare da questa vibrazione, ritrovare noi stessi, il nostro popolo, riappropriarci della nostra Torà, e "avanzare nella luce del volto divino" come recita il Salmo. Ma vi è poi un lato schiavo della routine, e del timore di fallire che ci fa spesso preferire l'astensione all'azione. Il suono dello Shofar è chiamato anche a rafforzare la parte libera al fine di riscattare la parte prigioniera, secondo il principio talmudico אין חבוש מתיר עצמו מבית האסורים , "Colui che è prigioniero non può liberare sè stesso dalla prigione" (Talmud Bavli, Berachòt 5b). Se però proviamo a liberare le nostre facoltà di ascolto e percezione, un mondo intero di nuove possibilità si apre davanti a noi, proprio come il giorno della creazione dell'Adam, di cui Rosh haShanà vuole essere l'anniversario. In questi giorni iniziamo a riflettere sul significato della presenza e dell'esistenza dell'essere umano nell'universo, consci del fatto di avere avuto un anno di più per cercare di coglierlo. Ma siccome talvolta questa coscienza non è sufficiente, ancora una volta a Yom Kippur metteremo in scena la nostra morte, vestendoci di bianco come vengono vestiti i morti, privandoci del cibo e delle bevande rendendoci esangui. Per ricordare che questo nuovo anno non ci è dovuto, ma accordato con generosità. Sta a noi renderlo degno di essere vissuto, e fare che il suono dello Shofar continui a "rinforzarsi grandemente" in noi come dice la Torà a proposito della Rivelazione al Sinài. Possiamo farlo crescere e schiudere in noi, come suggerisce la lettura della radice שפר , che è la base della parola "Shofar", nel senso di "ciò che fruttifica". Fruttifica nel rapporto con noi stessi, e nello schiudersi agli altri e all'Altro per eccellenza. A quel punto avviene ciò che i maestri ci insegnano. L'uomo può emergere da questa esperienza come una creatura nuova, אמר להן הקב"ה מכיון שנכנסתם לדין לפני בראש השנה ויצאתם בשלום מעלה אני עליכם כאילו נבראתם בריה חדשה , "Disse y-h-v-h: dal momento che entrate in esame davanti a me a Rosh haShanà e ne uscite in armonia vi considererò come se foste creati come una creatura nuova " (Talmud Yerushalmi, Rosh haShanà 4, 8). L'essere nuova creatura passa attraverso la capacità di ri-crearsi, di creare un mondo nuovo ed armonioso all'interno e all'esterno di noi stessi. היום הרת עולם,"oggi è il concepimento del mondo", recita ancora la liturgia di Rosh haShanà. Tutto è nuovamente possibile, dal momento che la porta di un nuovo anno è aperta davanti a noi. Che tutti noi, tutti i nostri fratelli e sorelle in Israel e l'umanità tutta possiamo varcarla in armonia e pienezza. Ma non dimentichiamo però di vivere questo tempo anche con gioia, perchè poter condividere questi momenti così intensi è una possibilità non da poco, e così quella di poterli prolungare, b"h, durante l'anno che seguirà. אשרי העם יודעי תרועה; יהוה, באור פניך יהלכון "Felice il popolo che penetra la Teruà; YHVH, nella luce del tuo volto avanzeranno" (Salmi 89, 16)
Ketivà veChatimà Tovà Haim Fabrizio Cipriani, rabbino della comunià ebraica Lev Chadash, Milano-Roma
Sukkot
MILANO
Mercoledì 22 Settembre
Ore 19 - Arvit
Ore 20 - Kiddush sotto la Sukkà
Giovedì 23Settembre
Ore 8.15 - Preghiere di Shacharit e Mussaf di Sukkot con agitazione del Lulav
Durante tutta la festa di Sukkot la Sukkà comunitaria sarà disponibile per chi desideri consumarvi un pasto, e un Lulav sarà a disposizione di chi non avesse il proprio. Pasteggiare sotto la Sukkà e agitare il Lulav sono due mitzvòt molto importanti.
ROMA
Hag Sukkot sarà celebrata a Fontevivola presso Sutri. Se ne darà notizia, illustrando l'itinerario.
IL CORO AIDIDIDIDAI DI LEV CHADASH
Il coro Aididididai di Lev Chadash è diretto da Maria Cinzia Bauci e Pierantonio Gallesi. Sono molti gli spettacoli al suo attivo nei due anni di vita, tra cui la cerimonia per l'assegnazione della "Medaglia dei giusti" a Polinago nel settembre 2009, "Primavera Klezmer" alla casa di riposo ebraica di Milano, i gioved' del Klezmer sul Barcone delle Scimmie.
Si dedica allo studio di tutto il repertorio ebraico, o attinente in qualche modo alla cultura ebraica, dall'antichità a oggi, da Salomone Rossi a Gershwin.
L'attività del coro Ai Didididai è sospesa per le ferie estive e riprenderà martedì 21 settembre 2010 alle ore 20.30. Gli incontri avverranno ogni martedì alle 20.30 nella nostra sede di Piazza Napoli 35. Il citofono, marcato Lev Ch, si trova sulla porta carraia.
Da settembre a dicembre ogni martedì ore 20.00 si terranno audizioni, per reclutare nuovi coristi. Chi fosse interessato è pregato di darne comunicazione e-mail
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Una nuova proposta di Lev Chadash: Gan ha Gefen - La vigna
Una nuova interessante iniziativa è nata nell'ambiente di Lev Chadash. Si chiama Gan Ha Gefen (La vigna) ed è proposta dal nostro chef e insegnante di cucina Roberto Robotti. Si tratta di soggiorni negli agriturismi del Monferrato alla scoperta della tradizione ebraica del Piemonte e della cultura gastronomica ebraica italiana. Sono "settimane verdi" nello stupendo ambiente naturale del Monferrato. Ogni giorno è prevista una lezione pratica di cucina ebraica italiana e una visita ai monumeti ebraici piemontesi. Vi sono lezioni teoriche, possibilità di gite, visite di cantine e acquisto di vini kasher e altre attività ricreative e lo shabbat con Lev Chadash. Trovate prezzi, contenuti della proposta, indirizzi per la prenotazione e programmi in questo file: definitivo_anna_ita_piccolo[1]
Per informazioni e prenotazioni scrivete a:
Eva Mangialajo propone i nuovi calendari ebraici di DAF artepercomunicare, caratterizzati da un'interpretazione cromatica ed illustrativa dei vari mesi. L'elemento che unisce le pagine è la ramificazione di un albero che cambia colore, foglie e frutta a seconda dei mesi e contiene le illustrazioni legate alle varie festività. Vi sono segnate feste e ricorrenze, sia in italiano che in ebraico. Una tabella contiene l'orario di accensione delle candele per l' inizio dello Shabbat nelle maggiori comunità ebraiche italiane ed estere. Il calendario è costituito da un unico foglio formato 70 x 100 cm, ripiegato a libro per una pratica consultazione: il suo formato chiuso è di 25 x 35 cm. Trovate qui (imp daf calend) una presentazione interattiva del calendario.
Per informazioni, scrivete a
Il nostro amico Hillel ci ha portato dal Ghana un certo numero di kippot coloratissime e molto allegre tessute da un'associazione locale di amici di Israele. Le cediamo a offerta libera (minimo 15 € per quelle di doimensioni standard, 25 € per quelle grandi in forma di zuccotto (più 5 € per la spedizione, per coloro che non potessero ritirarle in sinagoga) Vi preghiamo di fare un versamento all'indirizzo bancario che trovate qui sopra cliccando sul bottone "donazioni" indicando la causale acquisto kippà e il vostro nome e di mandarci una mail con la comunicazione del versamento e l'indicazione dell'indirizzo cui spedire la kippà. Tutto il ricavato sarà devoluto in tzedakà all'associazione di amici di Israele del Ghana.
CORSO DI LINGUA EBRAICA
Prof. Roi Giladi
Si è concluso a giugno il nostro secondo corso di ebraico, tenuto con grande successo dal morè Roi Giladi,che sarà con noi anche il prossimo anno. Al momento sono costituite due classi: una di principianti e una di avanzati; è probabile che a settembre 2010 parta una nuova classe iniziale. I corsi si tengono alla domenica mattina presso la sede di Piazza Napoli 35. Il corso prevede tre cicli di 10 lezioni ciascuno, nel corso dell'anno. Per informazioni
IL PROGRAMMA DI NEVATIM PER IL NUOVO ANNO EBRAICO
Cari bambini e genitori Shalom a tutti, Nevatim ricomincierà a settembre con tante nuove idee e belle sorprese.
Per informazioni, scrivete a
IL NUOVO CIRCOLO CULTURALE RIMMON
Il circolo culturale Rimmon (il nome ebraico della melagrana) è la nostra nuova iniziativa che abbiamo promosso per gestire l'attività culturale, didattica e ricreativa. Al circolo Rimmon faranno capo l'anno prossimo i nostri corsi di ebraico, le conferenze, gli spettacoli organizzati nella nostra sede, il corso di cucina, il coro, le attività editoriali che ci proponiamo di aprire. Per informazione, proposte di collaborazione o contatti scrivete a
LA PRESENTAZIONE DI LEV CHADASH
Abbiamo preparato un breve documento di presentazione della nostra sinagoga. Leggetelo: si può scaricare qui
I NOSTRI CORSI DI TORAH:
Il corso di cultura religiosa ebraica, tenuto da rav Cipriani, per tutti coloro che sono interessati a conoscere meglio la nostra tradizione, le leggi, i costumi, il pensiero, la storia...in linea di massima i sabati alle 15 (notizie dettagliate nei programmi degli shabbat, che si raggiungono col pulsante ATTIVITA', in alto a sinistra di questa pagina Tutti sono benvenuti!
Il corso di Talmud, che quest'anno è dedicato al trattato Berachot del Talmud di Babilonia, il testo in base al quale tutta la preghiera ebraica è costruita. Studiarlo è un modo ricco e stimolante per approfondire la natura stessa dell'ebraismo. In media uno Shabbat su due in alternanza al corso di cultura religiosa generale (vedi dettagli nei programmi degli Shabbat). Tutti sono benvenuti!
Il corso di Talmud Torà per la preparazione al bar/bat mitzvà . Per informazioni su come iscriversi mandate una mail a
PER ISRAELE
Lev Chadashchiede a tutti di non dimenticare Gilad Shalit, rapito da Hamas tre anni de mezzo fa
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LEV CHADASH SOSTIENE TZAD KADIMA
Molti soci e amici ci chiedono come dare un contributo concreto, una Tzeddaka, un atto di Tikkun Olam. Vi suggeriamo di contribuire a Tzad Kadima, l'associazion israeliana che si occupa di bambini e ragazzi cerebrolesi. Pubblichiamo qui di seguito una presentazione del presidente Alessandro Viterbo.
"Tsad Kadima" è un associazione che si occupa di organizzare e aiutare il percorso formativo dei bambini che soffrono di lesione cerebrale in Israele, a prescindere dalla religione, dal credo o dall'appartenenza etnica. "Tsad Kadima" vede come scopo principale l'integrazione dei bambini e ragazzi cerebrolesi nella societa' normale e si adopera per rendere la cosa possible nonostante le gravi limitazioni fisiche delle quali soffrono . Alcuni dei ragazzi cresciuti nei centri di "Tsad Kadima" studiano oggi all'Universita',sono soldati all'esercito,vivono da soli in appartamenti adattati, lavorano a seconda delle proprie possibilita'. "Tsad Kadima " comincia l'anno 2010 con piu' di di 320 ragazzi educati e riabilitati nei vari asili nido ,asili classi scolastiche ,appartamenti di apprendimento e di abitazione. "Tsad Kadima " aprira' a settembre il nuovo centro di Beersheva che proprio in questi giorni viene costruito e che affianchera' quello gia' esistente a Riscion lezion. il nuovo centro dara' una risposta all'esigenze del Sud di Israele e sara' aperto a tutte le popolazioni che abitano la zona. "Tsad Kadima" comincia quest'anno un nuovo programma indipendente di formazione di nuovi "educatori conduttivi " in collaborazione con la michlala' Levizski . "Tsad Kadima " consapevole del legame che si è consolidato con l'Italia conta di poter continuare a sviluppare le molte attivita' e i futuri progetti con l'aiuto di amici vecchi e nuovi. Sono a disposizione per qualsiasi domanda o spiegazione.
LA LETTURA DELLA SETTIMANA Parashot hashavua: Vajelech e Nitzavim 4 settembre 2010 25 elul 5770 Devarim 29,9 - 30,20 Trovate qui i commenti del nostro presidente emerito Bruno Di Porto alle parashot che si leggono questa settimana (parashah vajelekh) e (parashah nizavim.) Qui sotto trovate invece il commento della URJ tradotto da Ronerto Tonetti
Un rabbino ultraortodosso di nome Bekhor ha diffuso nella sua newsletter una grave diffamazione copntro la nostra sinagoga, insinuando che nel menù del nostro seder di pessach fosse compresa dell'aragosta (che com'è noto non è un alimento kasher). Le centoventi persone che hanno partecipato al seder e tutti quelli che frequantano Lev Chadash sanno che noi non abbiamo mai fatta mangiare aragosta, né a Pessach né in altre occasioni. Trovate qui sotto il brano diffamatorio e le risposte del presidente e del rabbino di Lev Chadash.
La documentazione è aggiornata con un successivo scamio di lettere fra Rav Bekhor e Rav Cipriani e con la successiva newsletter di Rav Bekhor E CON LA NOSTRA DENUNCIA AL BET DIN DI MILANO.
In coda alla documentazione aggiungiamo una lettera che il rabbino ha inviato a un suo corrispondente, autorizzandolo a diffonderla. Se volete divertirvi, leggetela. La sua prosa è limpida quanto i suoi sentimenti sono un modello di moralità ebraica.
Povero movimento Chabad, che una volta era un centro di cultura ebraica, se è andato in mano a rabbini che scrivono cose del genere !
In coda trovate anche gli articoli sulla vicenda di" Pagine ebraiche", il mensile dell'Ucei, della sua newslette "L'Unione informa" della "Stampa"e del Corriere
CENTENARIO DI TEL AVIV Pubblichiamo qui (centenario di tel aviv) una nota del nostro presidente emerito Bruno di Porto sul centenario di Tel Aviv
STORIA DELL'EBRAISMO MODERNISTA IN ITALIA
Trovate qui (di porto riforma) una versione ampliata e aggiornata della storia del movimento riformato in Italia scritta dal nostro presidente emerito prof. Bruno di Porto
LA NOSTRA DOCUMENTAZIONE I commenti delle parashot già lette quest'anno, gli interventi più vecchi che ci riguardano, le discussioni all'interno della comunità si trovano nella sezione "articoli e documenti". Per arrivarci, cliccate qui