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Cosa c'è di differente nel terrore in sinagoga

Cosa c'è di diverso nell'assassinare ebrei mentre pregano in una sinagoga rispetto a farlo in altri momenti e in altri luoghi? Qualcuno pensa che i terroristi che fanno esplodere autobus affollati non raggiungano lo stesso livello di malvagità di quelli che colpiscono dei fedeli in una casa di preghiera. Io non sono d'accordo.

Uccidere chi è in sinagoga o a casa, chi indossa il Tallet o l'uniforme militare, chi sta leggendo preghiere o il giornale, è la stessa cosa. L'unico motivo per cui queste persone vengono uccise è il fatto di essere ebrei, le circostanze in cui vengono assassinate sono casuali.

Ciònondimeno, per quanti rimangono vi è qualcosa di particolarmente doloroso nel vedere i nostri fratelli  colpiti mentre pregano in una sinagoga. Nel profondo noi tutti vogliamo sapere: "dove era Dio?". Anche i non religiosi sono a disagio pensando che forse Dio ci ha abbandonato, o forse peggio, Dio non esista.
 
Effettivamente ci sono un tempo ed uno spazio per esaminare i sentimenti e cercare le risposte che ognuno di noi può trovare solo dentro se stesso. Comunque non è questo il momento. Da quando il Tempio di di Gerusalemme è stato distrutto quasi duemila anni fa, le nostre sinagogeh ci ricordano e testimoniano la nostra resilienza verso la sconfitta e la nostra capacità senza fine di continuare a sperare. Non soccombiamo alla tentazione dello scetticismo e della disperazione. Piuttosto impegniamoci nel frequentare una sinagoga per riaffermare a noi stessi e ai nostri nemici che Am Israel Chai, il popolo di Israele vive, e che nessuno può cacciarci via.
E in sinagoga, potrebbe essere il momento buono per ognuno di far conoscere a Dio i propri pensieri su come Lui sta gestendo il mondo.
 
Yitzchak Dees
 

 ISCRIZIONI PER L'ANNO 2015: È aperta la campagna iscrizioni per l'anno sociale 2015. Chi vuole iscriversi può contattare

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 shabbat
 
 
SHABBAT TOLEDOT
 
MILANO
(16.30 - 17.35)
 
Sabato 22 novembre 2014  
 
h. 10.30 - Funzione di Shacharit con il chazan Shabbatai Petraro.
 
Durante la funzione verrà recitato il kaddish in memoria dei cinque israeliani uccisi martedì scorso a Gerusalemme. 
 

 

 

FESTIVAL SUBLIMAR

 

Si è svolto con successo di pubblico il primo festival di letteratura religiosa.

Anche noi, come sinagoga riformata Lev Chadash, abbiamo partecipato con un interessante intervento del prof. Yitzchak Dees, affiancato dai nostri membri veterani Rossana Ottolenghi ed Aldo Luperini.

 foto

Da sinistra, Aldo Luperini, Rossana Ottolenghi, Yitzchak Dees

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Rossana Ottolenghi (seconda da sinistra) alla conferenza stampa di apertura del Festival.

Altre fotografie sono consultabili sulla pagina Facebook di Lev Chadash: https://www.facebook.com/LevChadashMilano . 

Ecco l'intervento del prof. Yitzchak Dees:

Introduzione
 
1. Buona sera a tutti. Grazie per essere intervenuti a questa conferenza e discussione. Prima di iniziare, devo ammettere che parlare di questo argomento sarebbe difficile anche se parlassi in inglese ad un pubblico americano; farlo in italiano per un pubblico italiano è ancora più difficile, per cui vi chiedo di avere un po' di pazienza. Se qualcosa non vi è chiaro, sentitevi liberi di interrompermi e di chiedermi spiegazioni.

La visione ortodossa della legge ebraica
 
2. Prima di spiegarvi l'ebraismo riformato, devo prima di tutto farvi un breve riassunto della visione ortodossa della legge ebraica. Secondo il dogma ortodosso, Dio ha dato la Sua legge al popolo ebraico sul monte Sinai in due forme: una forma scritta e una forma orale. La forma scritta sono quelli che noi oggi chiamiamo “I cinque libri di Mosé”, mentre la forma orale è quanto è stato trasmesso oralmente dai rabbini di generazione in generazione per 1500 anni fino a che si è iniziato a trascriverla ed è ciò che oggi noi chiamiamo il Talmud. Nell'attribuire il Talmud ad una tradizione orale che risale fino a Dio e al Monte Sinai, l'ebraismo ortodosso riconosce che la legge rabbinica ha la stessa autorità della Bibbia.

3. Dal momento che le tradizioni orali per loro natura implicano la dimenticanza di alcune informazioni o l'incorrettezza nella loro trasmissione, si presume che i rabbini del Talmud avessero più informazioni riguardo alla tradizione orale di quanto non abbiano i rabbini ai nostri giorni, per cui si crede che i rabbini del nostro tempo non abbiano sufficienti conoscenze per modificare le decisioni prese dai rabbini del Talmud. Quindi, nell'ebraismo ortodosso esiste una gerarchia rabbinica per la quale i rabbini delle generazioni successive si trovano a dover operare all'interno dei parametri stabiliti dai rabbini delle prime generazioni.

4. La maggior parte degli ebrei ortodossi che aderiscono a questo sistema di gerarchia rabbinica vi diranno che, benchè talvolta sia arduo far rientrare il mondo moderno all'interno di una cornice di decisioni rabbiniche prese oltre mille anni fa, al contempo è rassicurante sapere che i rabbini del nostro tempo stanno operando su fondamenta forti, che non permettono di deviare dal sentiero di Dio. Per questo motivo, il sistema della gerarchia rabbinica è spesso paragonato ad una piramide, in cui la base è stata costruita dai rabbini delle prime generazioni, mentre il vertice è stato costruito dai rabbini di oggi. Anche se i rabbini di oggi apportano un contributo più piccolo alla piramide complessiva, il loro contributo si inserisce bene nella struttura, e quindi assicura la sua forza e la sua stabilità.

5. Alcuni ebrei ortodossi mettono in discussione questa metafora della piramide. Se concordano che i rabbini delle generazioni successive erano vincolati dalle decisioni dei loro predecessori,  essi pure obiettano che questo però li costringeva a dover equilibrare le loro decisioni in modo precario su fondamenta il cui ruolo non era mai stato quello di sopportare tutto quel peso. Secondo questa visione, la piramide è capovolta e si regge sul suo vertice. I rabbini delle prime generazioni hanno creato il vertice ed i rabbini delle generazioni successive hanno formato una base sul vertice.

La verità che deriva dall'autorità e l'autorità che deriva dalla ragione
 
6. Nel diciannovesimo secolo, uno dei padri del pragmatismo americano, Charles Pierce, ha descritto  i concetti di “verità che deriva dall'autorità” e “verità che deriva dalla ragione”. Si dice che coloro i quali preferiscono adottare giudizi di altri di cui si fidano credano nella “verità che deriva dall'autorità”, mentre si dice che coloro che preferiscono fidarsi della propria abilità nel soppesare le evidenze credano nella “verità che deriva dalla ragione”. Chiaramente, la visione ortodossa della legge ebraica è un sistema di “verità in base all'autorità”.

7. L'ebraismo riformato non si oppone alla tradizione, però crede anche che le verità religiose non debbano essere contraddette dalla ragione. Nel caso specifico, l'ebraismo riformato si chiede: come possiamo essere così certi che le storie della Bibbia siano vere e che le sue leggi siano state date da Dio?- al contrario, molte prove archeologiche di cui noi oggi siamo in possesso ci suggerisce l'opposto.

8. E anche ponendo che una qualche tradizione orale sia stata sviluppata oltre tremila anni fa, come possiamo essere certi dell'accuratezza della sua trasmissione? Al contrario, molte prove testuali di cui noi oggi siamo in possesso ci suggerisce l'opposto.

9. Ma anche se ponessimo che la trasmissione sia stata relativamente accurata, vogliamo davvero adottare la legge come è scritta nella Bibbia e nel Talmud senza operare alcun cambiamento o modifica? Dopo tutto, la Bibbia permette la schiavitù, la poligamia, dà all'uomo soltanto la prerogativa nel divorzio, crea una classe ereditaria di sacerdoti e commina la pena di morte a chi commette adulterio o lavora di shabbat. Pensiamo davvero che Dio voglia ancora che facciamo riferimento a questi valori oggi?

10. In breve, l'ebraismo riformato non può ignorare né le argomentazioni razionali né le prove empiriche che mettono in discussione le origini divine della Bibbia e del Talmud. Se l'ebraismo riformato è ben consapevole del fatto che la Bibbia è il documento più importante che il popolo ebraico abbia mai prodotto, questo non significa che dalla sua pubblicazione non si sia più appreso nulla di nuovo. E se l'ebraismo riformato riconosce il ruolo centrale dei rabbini nel corso delle generazioni per la preservazione dell'eredità ebraica e per la guida del popolo ebraico, questo non significa che essi non abbiano mai compiuto errori o che le decisioni prese molto tempo fa abbiano ancora senso oggi!

Responsabilità personale e responsabilità rabbinica
 
11. Dagli ebrei ortodossi ci si aspetta che seguano meticolosamente i precetti e le disposizioni rabbiniche che governano quasi ogni aspetto della loro vita quotidiana e questo non è un compito da poco. L'ebraismo ortodosso richiede molto studio e molta disciplina personale. Nella sua migliore accezione, è l'esercizio di una vita teso ad un continuo miglioramento di se stessi per il cui perfezionamento i rabbini hanno avuto a disposizione secoli.

12. Dal momento che molti dei precetti e delle disposizioni rabbiniche hanno implicazioni etiche, legali, mediche, civili e familiari, la domanda che si pone è: “Chi è moralmente responsabile per le conseguenze?” E la risposta é: i rabbini, che si crede operino con una licenza divina. In altre parole, chiunque agisca come gli venga indicato da un rabbino debitamente autorizzato, non è personalmente responsabile per le sue azioni!

13. L'ebraismo riformato riconosce il valore di un buon parere rabbinico, tuttavia rifiuta fermamente l'idea che i rabbini possano sollevare ciascuno dalla responsabilità di prendere le proprie decisioni oppure dall'essere considerati responsabili per le conseguenze.

Una combinazione di umanesimo e spiritualità
 
14. Nel rifiutare l'autorità assoluta della Bibbia e dei rabbini del Talmud, i primi ebrei riformati si trovarono in un dilemma- quali parti della tradizione ebraica dovevano essere portate avanti e quali dovevano essere tralasciate? E le parti che dovevano essere portate avanti, dovevano essere modificate per venire incontro alle esigenze di una società moderna? Sfortunatamente, i primi ebrei riformati furono piuttosto zelanti e precipitosi nell'eliminare molte tradizioni ebraiche che in seguito vennero riconosciute essere più importanti di quanto si era ritenuto in precedenza. Per fare qualche esempio, la circoncisione, Israele e la lingua ebraica.

15. Al giorno d'oggi, l'ebraismo riformato può essere definito dall'impegno in una relazione con Dio, il popolo ebraico e la terra di Israele, avendo come guida la tradizione. Quando la tradizione entra in conflitto con i diritti umani basilari e con valori quali l'uguaglianza, la dignità, la giustizia o la libertà, in generale questi valori hanno la precedenza.

16. Poiché l'ebraismo riformato è così impegnato riguardo alla libertà umana e alla responsabilità personale, ne deriva che esso rifiuta la coercizione religiosa. Anche se l'ebraismo riformato preferirebbe che ciascun ebreo vivesse una vita ebraica attiva e significativa, esso riconosce che la responsabilità della scelta di un tale stile di vita risiede primariamente nell'individuo.

17. Poiché l'ebraismo riformato è così impegnato riguardo all'uguaglianza tra le persone e alla dignità umana, esso rifiuta la maggior parte delle discriminazioni basate sui generi. Per tale ragione, l'ebraismo riformato ordina rabbini donne ed incoraggia le donne ad essere attivamente e paritariamente coinvolte nella leadership della comunità ebraica riformata. E sempre per questa ragione, le sinagoghe riformate non separano gli uomini dalle donne.

Autenticità e validità
 
18. L'ebraismo riformato riconosce la sfida di preservare le tradizioni nelle loro forme autentiche e allo stesso tempo di assicurare che mantengano la loro validità ed il loro significato. Un esempio classico sono le preghiere ebraiche: debbono essere recitate nell'originale ebraico o in una traduzione nelle varie lingue? Nei primi anni dell'ebraismo riformato, si riteneva che la recita delle preghiere in ebraico non avesse valore più di tanto, a meno che il lettore fosse in grado di comprendere ciò che stava leggendo. Oggi, tuttavia, molte sinagoghe riformate attribuiscono grande valore alle recita delle preghiere in ebraico, anche se il lettore non è in grado di comprendere ciò che sta leggendo. Questo cambiamento di orientamento è direttamente correlato alla creazione dello stato di Israele e al l'uso dell'ebraico moderno come lingua parlata. Poiché sempre più ebrei nel mondo stanno imparando a parlare ebraico, la comunità ebraica riformata ha deciso di incoraggiare un maggiore impiego dell'ebraico nella sua liturgia.

Non smarrirsi nel passato
 
19. Molti anni fa negli Stati Uniti ebbi una conversazione con un pastore protestante di colore. Era un uomo anziano, che parlava con nostalgia di come i tempi fossero migliori quando lui era giovane. I bambini potevano giocare liberamente per le strade senza alcuna preoccupazione per la loro sicurezza e di notte non c'era bisogno di chiudere le porte a chiave. Si riferiva a questi tempi come ai “bei tempi andati”. Io gli ho subito rammentato che quando lui era più giovane e viveva nel Sud, non poteva votare e sugli autobus si doveva sedere in fondo.

20. Noi ebrei riformati dobbiamo moltissimo alle tradizioni che abbiamo ereditato dai nostri avi. Tuttavia, in queste tradizioni vi è spazio per il miglioramento ed è su di  noi che ne ricade la responsabilità. Sappiamo che siamo umani e che faremo degli errori, ma per noi è meglio provare ed imparare dai nostri errori che semplicemente alzare le nostre mani e rimanere in attesa di Dio o del Messia. 

 



CORSO DI IVRIT (EBRAICO MODERNO) 2013/2014 
 

alefbet

 
 
Ecco il calendario 2013/2014

Settembre : 29
Ottobre: 6, 13, 20, 27
Novembre: 3, 10, 17, 24
Dicembre : 1, 15, 
Gennaio: 12, 19, 26
Febbraio: 2, 9, 16, 23
Marzo: 2, 9, 16, 23, 30
Aprile: 6, 27
Maggio: 4, 11, 18
Giugno: 8, 15 

Al momento risultano confermati solo i due gruppi classe Principianti plus e Avanzati, ma è probabile che parta anche la prima classe dei Principianti Base.
  
Per informazioni ed adesioni, contattare per favore     

  IL NOSTRO CIMITERO

 PER INFORMAZIONI E/O NECESSITA', SI PREGA DI METTERSI IN CONTATTO CON LA SINAGOGA ( )

 

Notizie ed eventi

LA LETTURA DELLA SETTIMANA

Parashat hashavua: SHABBAT TOLEDOT

22 Novembre 2014 - 29 Cheshvan 5775 

Lettura della settimana: Genesi 25,19 - 28,9; Haftarà: I Samuele 20, 18-42

Qui trovate il commento del presidente emerito prof. Bruno di Porto 

 

 

 

 

FRA EBREI REFORM E ORTHODOX VI PUO' ESSERE ANCHE UN DIALOGO COSTRUTTIVO  

Potete leggere qui  un articolo molto interessante sul dialogo fra una donna rabbino reform in Polonia e il rabino ortodosso della stessa comunità di Cracovia

L'attività della sinagoga nelle prossime settimane
Leggi tutto...

CULTURA EBRAICA

Un bell'articolo sul diritto delle donne alla lettura della Torah qui


L'ULTIMA NEWSLETTER DELL' EUROPEAN UNION
OF PROGRESSIVE JUDAISM...

... è raggiungibile qui

 

LA NOSTRA DOCUMENTAZIONE
I commenti delle parashot già lette quest'anno, gli interventi più vecchi che ci riguardano, le discussioni all'interno della comunità si trovano nella sezione "articoli e documenti". Per arrivarci, cliccate qui

PERCHE' UNA SINAGOGA PROGRESSIVA IN ITALIA? 

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